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Cacciato il dipendente che opera in ‘smart working’ senza preventiva autorizzazione da parte dell’azienda
Tirando le somme, l’avere fatto indebito ricorso allo ‘smart working’ – per un considerevole numero di giorni, peraltro – si configura come condotta dotata di disvalore disciplinare, e l’irrogato licenziamento costituisce sanzione proporzionata e legittima
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Pagamento eseguito da un soggetto poi fallito: catalogabile come adempimento di un debito proprio
Conseguente la inapplicabilità di quanto previsto dalla legge fallimentare in materia di atti a titolo gratuito compiuti dal fallito
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Crediti sorti dopo la dichiarazione di fallimento: possibile l’ammissione al passivo con diritto di prededuzione
Necessario però si tratti di crediti derivanti dalla gestione del patrimonio fallimentare da parte del curatore, non essendo sufficiente la mera utilità delle prestazioni per la massa dei creditori in assenza del subentro del curatore nei relativi contratti
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Azione diretta in favore del terzo trasportato: legittima se nell’incidente sono rimasti coinvolti almeno due veicoli
Invece, nel caso in cui sia coinvolto un unico veicolo, l’azione diretta spettante al trasportato danneggiato è esclusivamente quella da esercitarsi però nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile
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Istanza di condono: il versamento dell’oblazione comporta il riconoscimento dell’illecito
Impossibile, quindi, fare ricorso alla garanzia giurisdizionale. Allo stesso tempo, però, vi è la rinuncia irretrattabile, da parte dello Stato, a procedere penalmente nei confronti del soggetto che versa l’oblazione
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Dichiarazioni dei dipendenti utilizzate dall’‘Ispettorato’: accesso negato all’azienda
Fondamentale, secondo i giudici, la tutela della riservatezza dei lavoratori. L’accesso alle dichiarazioni non può essere consentito neppure oscurando i nominativi dei lavoratori, vista la possibilità di risalire comunque alla loro identità